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foto ufficiale stampa convegno 2016

Alberto Nobili (Rubinetterie), ogni sei mesi certificare il made in Italy che esce dagli stabilimenti italiani

“Credo sia utile creare un ente che ogni sei mesi certifichi il  made in Italy che esce dai nostri stabilimenti. Molti imprenditori, anche italiani comprano in Cina per poi finire qui il prodotto ed avere il made in Italy che, però, così non è. Cosi non va. Così non si mette in moto l’economia”. E’ la denuncia (e la richiesta) lanciata sabato scorso da Alberto Nobili, amministratore delegato della Carlo Alberto Nobili, azienda di Suno (Novara), di rilievo internazionale nel settore delle rubinetterie. (Nobili è il secondo da sinistra nella fotografia, dopo il giornalista del Sole 24 Ore, Mauro Meazza).

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Quello del made in Italy camuffato è un problema serio per chi esporta molto, proprio come la Nobili, impresa che punta tutto sulla certificazione.

“I nostri prodotti – ha aggiunto Alberto Nobili, al termine di un convegno organizzato in azienda sul tema “Il 2016 dell’economia, tra crisi, ripresa e (de)crescita. Quale il ruolo per il made in Italy”, moderato da Meazza – sono riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Attualmente sono ottanta i Paesi all’estero dove il brand viene esportato. E il nostro brand si colloca tra i più qualificati alfieri del made in ItalyAlla luce di un quadro economico sempre difficile, i risultati positivi comunque conseguiti testimoniano gli sforzi fatti a livello mondiale dal Gruppo tesi al raggiungimento di obiettivi di continuo miglioramento ed allargamento distributivo”.

Il punto critico – ha concluso Alberto Nobili –  è che “i margini restano comunque sempre sotto pressione anche perché la nostra filiera di produzione è tutta made in Italy ed è quindi prioritario un ferreo controllo dei costi per difendere la redditività in continuità e per garantirci una solidità economica e finanziaria nel tempo. Sforzi che facciamo volentieri e che sono anche diretti all’ottimizzazione della gestione di cassa che ci permette di sostenere anche i numerosi progetti di investimento che da sempre facciamo in nuove tecnologie e collezioni di prodotto per i due brand Nobili e Teknobili”.

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Tra i partecipanti al convegno, Roberto D’Imperio, dottore commercialista e Presidente di Edinburgh Group, che ha individuato le questioni attuali del mercato europeo, sottolineando che è fondamentale tenere presente che oggi l’Europa deve fare anche i conti con tanti problemi definibili “nuovi” tra cui il terrorismo, una marea migratoria inarrestabile, il nazionalismo e l’euroscetticismo. D’Imperio ha poi aggiunto che il maggiore dei rischi è attualmente quello della disintegrazione dell’Europa.

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Per Andrea Boltho, invece, economista al Magdalen College di Oxford, la crisi di crescita in Italia, è dovuta alla “mancanza di locomotive che tirano”. Più del 30% della crescita mondiale nel 2015 – ha aggiunto – è stata supportata dalla Cina e un altro 30% dai Paesi emergenti; al terzo posto gli Stati Uniti. Ma ora anche la Cina sta subendo un calo, la crescita annuale non è più a ritmi del 10% anche perchè inostenibili. La Cina comunque in due anni ha fatto di più di quello che è riuscita a fare l’economia mondiale in un secolo intero. Gli altri stati emergenti sono attualmente in ribasso (Brasile e Russia in particolare): le recessioni, comunque e in generale, non durano mai per sempre e la speranza di ripresa c’è, ma a ritmi più bassi. Per quanto riguarda l’economia americana, si prevede una crescita più limitata rispetto al passato, circa di un 2% – ha aggiunto l’economista – ma bisogna vedere cosa succederà nel prossimo futuro anche dal punto di vista politico.

Boltho ha individuato un’Europa che stenta ancora di più, con una crescita prevista dell’1,5% nelle migliori delle ipotesi, e con un Regno Unito che inizia a pagare lo scotto della Brexit. Secondo Boltho, però, per il Regno Unito non sarà una tragedia: solo un piccolo calo di crescita (massimo 0,2%). La Brexit è tutavia un problema a livello politico, perchè rappresenta un severo colpo d’arresto all’integrazione europea.

Il sito internet di Nobili