Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
trasporti_navi_container_porto_fotolia-k25f-835x437ilsole24ore-web

Esportatori e il Mise alla prova della “licence zero”. Risolverà i rischi del “dual use”?

L’avvocato Davide Rossetti ha inviato a “Problemi di export” un articolo che illustra le potenzialità del Dlgs 221/2017 entrato in vigore il primo febbraio scorso. Rossetti, dello studio legale d’affari DLA Piper, ha una consolidata esperienza nella gestione di complessi contenziosi domestici e transfrontalieri in varie giurisdizioni ordinarie e arbitrali, anche di natura cautelare. Ecco qui di seguito il suo intervento.

logoblue

Oggi, intanto, l’Istat ha diffuso una nota nella quale afferma che le esportazioni italiane nel 2017 sono cresciute, rispetto al 2016, del 7,4% in valore e del 3,1% in volume. L’istituto ha aggiunto che sono incrementate anche le importazioni, con +9% in valore e +2,6% in volume.

SEDE ISTAT ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA


L’avanzo commerciale ha  raggiunto i 47,5 miliardi (+81 miliardi al netto dell’energia). L’espansione dell’export è da ascrivere a entrambe le aree di sbocco: +8,2% per i Paesi extra Ue e +6,7% per quelli Ue.

 http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-02-15/commercio-estero-crescita-un-valore-74percento-2017-100842.shtml?uuid=AEEAka0D


Esportatori e il Mise alla prova della “licence zero”.

Risolverà i rischi del “dual use”?

 

di Davide Rossetti

????????????????????????????????????

La normativa in materia di export control è particolarmente complessa, sovrapponendosi diverse previsioni comunitarie e nazionali che limitano la circolazione all’estero di prodotti, in considerazione della loro natura/finalità (per esempio, beni cosiddetti dual use, o che potrebbero essere utilizzati per la repressione civile, o ad uso militare/nucleare, o che ricoprono un’importanza strategica per l’economia del regime che si vuole arginare eccetera) o, indipendentemente dalla loro natura/finalità, perché destinati a soggetti (persone fisiche e/o giuridiche) o verso paesi stranieri embargati.

industria_auto_componenti_bloomberg-kkc-835x437ilsole24ore-web

trasporti_navi_container_porto_fotolia-k25f-835x437ilsole24ore-web

A riprova della complessità del substrato normativo, basti considerare che, ad oggi, si contano 38 Paesi che sono destinatari di una serie di misure restrittive adottate dalla sola Unione Europea. Ciò, senza considerare la normativa sanzionatoria adottata dagli Stati Uniti d’America, la quale si sovrappone a quella unionale e opera anche all’esterno dei confini territoriali degli States e che, pertanto, crea una certa preoccupazione per tutte quelle imprese italiane che sono partecipate da entità statunitensi, che si avvalgono nel loro processo produttivo di beni provenienti dagli Usa o che, più semplicemente, controllano una società o hanno una propria branch oltreoceano. A complicare le cose, poi, vi è, spesso, la concreta difficoltà, per gli operatori commerciali, dal punto di vista pratico, di escludere, con sufficiente certezza, che il bene da esportare possa essere, dal punto di vita tecnico, considerato dual use o, comunque, che lo stesso sia diretto ad un destinatario finale embargato.

epa05967248 The container ship 'MOL Triumph' (L) of Mitsui O.S.K. Lines (MOL) is moored at the Burchardkai terminal of the port operator Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA) in Hamburg, northern Germany, 16 May 2017. The vessel measures 400 meters in length and is the first container carrier with a load capacity of more than 20,000 standard containers (TEU) to call at the port of Hamburg. EPA/FOCKE STRANGMANN

genova_container_bloomberg-kwle-835x437ilsole24ore-web

In questo complesso quadro normativo, il legislatore italiano ha recentemente provato a mettere ordine, quantomeno per quanto concerne l’applicazione della normativa di derivazione unionale, con l’introduzione del Dlgs 221 del 15 dicembre 2017 (il Dlgs 221/2017), entrato in vigore il 1° febbraio 2018.

La principale innovazione introdotta è rappresentata dalla cosiddetta Licence Zero di cui all’articolo 8, comma 5. Si tratta di una sorta di nulla-osta preventivo che, a partire dal 1° febbraio 2018, gli operatori possono richiedere al Ministero dello Sviluppo economico (Mise), con il quale quest’ultimo, all’esito di una istruttoria condotta anche sulla base delle informazioni raccolte dall’operatore che ne fa richiesta, dichiara formalmente che l’esportazione di una determinata merce non è soggetta all’ottenimento di alcuna autorizzazione.

export-reuter-kuue-835x437ilsole24ore-web

epa06045902 The cruise ship 'Norwegian Getaway' (R), the largest cruise ship to arrive in a Polish port to date, arrives behind container ship 'MSC Florida' at the port of Gdynia, Poland, 23 June 2017. The Bahamas-registered ship of Norwegian Cruise Line is one of the largest in the world. It has over two thousand cabins and suites for four thousand passengers. EPA/Jan Dzban POLAND OUT

La Licenza Zero allinea l’Italia a quei Paesi comunitari che già disponevano di tale strumento (per esempio la Germania) e, quantomeno in linea teorica, potrebbe avere un’importanza dirompente, garantendo quelle certezze in merito alla libera circolazione di determinate merci che, in passato, non sempre erano garantire agli esportatori, nonostante la disponibilità del Mise a confrontarsi su base informale, soprattutto quando un determinato prodotto, per le proprie caratteristiche tecniche, poteva far sorgere genuini dubbi in merito alla propria natura di bene dual use.

Che lo strumento possa poi essere effettivamente utile agli operatori dipenderà, si ritiene, dalla capacità del Mise di rispondere celermente alle istanze di licence zero che “inonderanno” gli uffici Ministeriali, il tutto nelle notorie difficoltà di budget in cui operano le pubbliche amministrazioni.

http://www.dlapiper.com