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Ma le imprese sanno che ora ci sono sanzioni penali per chi esporta in Paesi sotto embargo commerciale?

Il Dlgs 221/2017 entrato in vigore il primo febbraio 2018 ha dato certezza e ampia estensione alle sanzioni verso le imprese che esportano in Paesi sotto embargo commerciale. Ne ha parlato Ilaria Curti (nella foto), avvocato ed esperta del settore per Dla Piper a Roma, al recente “Export Breakfast” organizzato dallo studio legale internazionale nella sua sede milanese, da me moderato. Le ho rivolto alcune domande.

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C’è consapevolezza di queste novità tra le imprese?

Le sanzioni penali per le violazioni dei Regolamenti dell’Unione europea in materia di embarghi commerciali rappresentano una delle novità più significative introdotte con il Dlgs 221/2017. Prima del 1° febbraio 2018, data in cui il Decreto è entrato in vigore, sanzioni penali erano previste solamente per coloro che intrattenevano rapporti commerciali con l’Iran in violazione dei Regolamenti dell’Ue che imponevano restrizioni alle esportazioni di determinati beni e servizi verso il paese. Nessuna sanzione penale era prevista, al contrario, per la violazione delle norme che sottoponevano ad embargo paesi diversi dall’Iran. Oggi l’articolo 20 del Decreto prevede, tra l’altro, sanzioni penali per chiunque effettui operazioni di esportazione verso Paesi soggetti ad embargo Ue o, comunque, fornisca servizi di intermediazione o assistenza tecnica relativamente a prodotti listati, in violazione delle misure restrittive dell’Unione. Seppur l’introduzione di tali nuove fattispecie di reato rappresenti certamente una novità significativa per gli operatori, solamente le realtà dove era già sviluppata una sensibilità in materia di export control sembrano essere pronte alla gestione dei rischi attuali. Non tutti gli operatori, infatti, allo stato, sono dotati di compliance programs specifici per prevenire le violazioni della normativa in materia di commercio internazionale e, quindi, le relative conseguenze.

Si tratta di un provvedimento che riguarda tutti i Paesi di esportazione e qualsiasi prodotto?

Il Dlgs 221/2017 disciplina le esportazioni con riferimento a tre tipologie differenti di prodotti: i beni a duplice uso, cosiddetti dual use, quelli che potrebbero essere utilizzati per la pena di morte, la tortura o comunque per trattamenti inumani o degradanti, e i beni listati per effetto di provvedimenti di embargo adottati dalla Ue. Per quanto attiene ai beni dual use e a quelli utilizzabili per trattamenti inumani, la regolamentazione riguarda tutte le esportazioni verso qualsiasi Paese estero, anche non soggetto a restrizioni. Diversamente, l’esportazione di beni listati per effetto di restrizioni commerciali disposte da Regolamenti dell’Unione europea è limitata solamente verso i Paesi soggetti ad embargo. Di norma, nei confronti dei Paesi soggetti ad embargo, è vietata l’esportazione di armi e beni che possono essere utilizzati per la repressione interna, quali ad esempio elmetti e giubbotti antiproiettile, ma può essere vietata la vendita anche di altri beni, come ad esempio, oro e preziosi in Corea del Nord e Siria, metalli e alcuni elettrodomestici in Crimea.

Come sono modulate le diverse sanzioni? Saranno davvero applicabili? Quale è quella di più sicura applicazione e pericolosità per le imprese?

Il Dlgs 221/2017 prevede la sanzione della reclusione fino a sei anni o della multa fino a 250mila euro per le violazioni più gravi riguardanti le esportazioni di beni duali e beni utilizzabili per trattamenti inumani. La violazione dei divieti imposti dai Regolamenti dell’Ue alle esportazioni di prodotti verso Paesi soggetti ad embargo è punita con la pena massima della reclusione fino a sei anni. In ogni caso è prevista la confisca obbligatoria delle cose che servirono e furono destinate a commettere il reato, ma non solo. Tra le novità in materia sanzionatoria che potranno colpire gli operatori, infatti, vi è la confisca per equivalente dei beni nella disponibilità del reo per un valore equivalente al prezzo o profitto del reato nel caso in cui non sia possibile operare la confisca dei beni utilizzati per commettere il reato. Gli effetti dell’applicazione di tale previsione normativa potranno essere particolarmente spiacevoli, considerata anche la possibile applicazione in via cautelare della misura, quindi, prima dell’eventuale condanna. Nessuna sanzione ai sensi del Dlgs 231/01, invece, è attualmente prevista; le fattispecie di reato disciplinate dal 221/2017 non sono, allo stato, inserite nel catalogo delle violazioni per le quali è prevista la responsabilità amministrativa da reato delle società.

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